Spello in Movimento, progettiamo la scuola del futuro

 
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Spello in Movimento, progettiamo la scuola del futuro

Si è svolto lunedì 17 l’incontro online ”La scuola del futuro: spazi, progetti, idee”, organizzato dall’associazione e gruppo consiliare “Spello in Movimento”, con la partecipazione di Alessio Giommi del Comitato per i genitori Spellani, il dott. Giuseppe Merli, dirigente dell’ufficio Istruzione, Università e Diritto allo studio della Regione Umbria, e il Prof. Architetto Giulio Ceppi, docente di disegno industriale del Politecnico, già membro del comitato di esperti nominati dal MIUR e coordinati dall’attuale Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Un’occasione di confronto su un tema molto sentito, quello della scuola, che a Spello divide l’opinione pubblica sin dal terremoto del ’97, quando iniziò il dibattito cittadino attorno all’evenienza di trasferire il plesso scolastico fuori dalle mura cittadine. Se allora però lo snodo fondamentale era la sicurezza, oggi a questa si aggiungono le nuove esigenze correlate alla crisi pandemica. Parliamo quindi non solo più di struttura degli edifici, ma anche di accessibilità al plesso, di sostenibilità, di spazi didattici moderni e multi-funzionali, di didattica a distanza utilizzata non come surrogato della presenza ma come modalità di connessione tra studenti di tutto il mondo. In poche parole, a Spello c’è o no l’esigenza di ripensare un nuovo spazio scolastico e di conseguenza un nuovo modo di insegnare oppure no?

C’è poi l’effettiva possibilità di realizzarlo grazie alle risorse dei fondi europei, per formare davvero una Next Generation europea?

Le parole della presidente dell’associazione Elisa Capodicasa ci chiariscono le posizioni assunte e i modelli cui ispirarsi, come emersi dall’incontro:

“Nel ringraziare nuovamente gli ospiti che ci hanno onorato della loro presenza, vorrei rimarcare quelli che sono stati i concetti chiave su cui anche la nostra azione consiliare e divulgativa si baserà per porre ancor di più l’attenzione sul tema della scuola.

Come evidenziato dal Professor Ceppi, va anzitutto riconosciuto il ritardo in cui si trova la scuola italiana, nei metodi didattici, nella concezione dell’insegnamento grave colpa della classe dirigente che non ha saputo valorizzare il ruolo e l’importanza delle scuola per la nostra società, di fatto impoverendola e complicandola sempre di più. Quello che emerge dalle nuove necessità che stiamo vivendo oggi a causa della pandemia, è che questo tipo di concetto scolastico non è più adeguato né ai tempi, né alle crisi emergenziali che potrebbero ripresentarsi. Il sistema scuola è un sistema complesso, che coinvolge una pluralità di soggetti e di necessità, che crea delle ripercussioni in moltissimi ambiti del nostro vivere civile e deve essere affrontata questa complessità.

É dovere della politica dunque utilizzare questa pandemia come slancio per ripensare il modello scolastico e di conseguenza gli edifici che lo ospitano. Che sia un detonatore, sia per le necessità ma anche per le nuove risorse a cui si avrà accesso. Ce lo conferma il dott. Merli dalla Regione Umbria: se i Comuni vogliono approfittare di queste somme che stanno per arrivare, la prima cosa da tenere bene a mente è la tempistica. È necessario che gli Enti Locali entrino in campo con progetti già pronti così da poter mettere in atto sin da subito le procedure per l’affidamento dei lavori. Non ci sono altri metodi, vanno presentati progetti definitivi per poter accedere alle risorse. Lo sapevamo già, ma sentirlo dire dal dirigente che si occupa delle erogazioni dei contributi è certamente di grande impatto.”

“Questo vogliamo e questo chiediamo come Gruppo Consiliare di “Spello in Movimento” ribadisce Sandro Vitali: “che il nostro Comune si impegni sin da ora ad elaborare questo progetto, perché è necessario all’evoluzione e alla sopravvivenza della nostra comunità e non possiamo trovarci impreparati quando arriveranno queste ingenti risorse dall’Europa”.

Se la scuola non sta al passo coi tempi, le conseguenze ricadranno ad effetto domino su tutta la società futura. Serve coraggio e visione, ma è certamente un’occasione che non possiamo perdere!

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