Pasta Spello, situazione preoccupante per nuovo capitolo della vicenda

 
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Pasta Spello, situazione preoccupante per nuovo capitolo della vicenda

dal gruppo consigliare Spello in Movimento

Purtroppo siamo sempre più abituati a finali da incubo come epilogo di vicende di cui sentiamo parlare in tv e ai giornali. Tuttavia qui, in Umbria, abbiamo la percezione che questa nostra Regione verde e pacifica resti al di fuori di un panorama che percepiamo come lontano e impossibile da vivere.

Non è per tutti così però… e sicuramente non lo è per i dipendenti di quella che era una delle realtà più promettenti del nostro territorio. Parliamo della Pasta Julia, di cui ormai è rimasto solo il marchio, poiché nell’ultimo decennio varie vicende societarie hanno causato un continuo travaso da un contenitore all’altro, fatti questi accompagnati ogni volta da risvolti similmente drammatici.

Una realtà produttiva che nel 2012 contava ben 50 dipendenti e che oggi rischia di ritrovarsene 18 stabilmente assunti e altri 18 ai quali verrà proposto un contratto a tempo determinato che scadrà tra 3 mesi.

Una situazione che ovviamente preoccupa tutte queste famiglie e che dovrebbe preoccupare anche le nostre istituzioni pubbliche, cittadine e non. Già, perché nella società fondatrice, la Pasta Julia SpA, era coinvolta anche una società partecipata della Regione Umbria, la Gepafin. Soldi anche pubblici dunque.

Ma torniamo alle vicende dei dipendenti: essi subiscono un primo contraccolpo nel 2015, quando l’azienda passa nelle mani di Pastificio Fidelia srl, la quale li riduce a 36 unità, nonostante le tante promesse del nuovo soggetto imprenditoriale che garantiva un incremento produttivo e occupazionale immediato; nonostante la garanzia dei sindacati che all’epoca spinsero per questo nuovo accordo; nonostante l’intervento del Sindaco Landrini, che da un lato prometteva di incatenarsi ai cancelli e dall’altro preparava caffè e svuotava posa-ceneri alle riunioni tra le parti sociali e l’ ex Assessore regionale.

Bene, ecco il risultato di quei tavoli: un nuovo travaso in una srl costituita pochi mesi fa e inattiva, che dovrebbe ora risollevare le sorti drammatiche di questa realtà, mandando a casa, di nuovo, la metà dei dipendenti. Ma come è possibile, visto che si tratta sempre delle stesse persone che aprono e chiudono società, cambiando nome ma perpetrando sempre gli stessi comportamenti, gestendo sempre in maniera approssimativa e non curante quella realtà, fino ad averla accartocciata su se stessa?

Quanto ancora vogliamo aspettare prima di intervenire seriamente per ristabilire una situazione già drammatica e destinata a scomparire per sempre, se lasciata ancora nelle mani delle stesse identiche persone? Vogliamo ancora nasconderci dietro alla tutela dei lavoratori? Nessuno li sta tutelando! Non i sindacati, non le istituzioni pubbliche, né tanto meno quei titolari che promettono e poi distruggono.

Ora, queste 36 persone, che in tutta probabilità saranno ridotte a 18 tra 3 mesi, non si vedranno riconosciute neanche le loro spettanze perché tutte le loro situazioni attive sono rimaste in capo al Pastificio Fidelia srl, che nel frattempo ha presentato domanda di concordato in bianco! Come e quando verranno saldati i crediti nei confronti dei lavoratori, se essi non potranno procedere ad azioni esecutive, data la situazione del concordato avviato?

A chi si devono rivolgere queste persone se i sindacati non li hanno mai tutelati finora, se le istituzioni pubbliche, Regione e Comune, fanno finta di non vedere o di non capire quel che realmente sta succedendo?

Noi vogliamo farci portavoce di questa preoccupante situazione e rivolgerci direttamente alla nuova amministrazione regionale, che forse non è mai venuta a conoscenza di questa vicenda. Ma è giunto ora il momento che conosca e che intervenga nelle trattative e nei tavoli di confronto con le parti sociali affianco del Comune di Spello, al quale chiediamo la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario e urgente. È ora di comprendere quali siano le vere dinamiche in atto e
conseguentemente trovare delle modalità di intervento davvero incisive e risolutorie.

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