Chiesa di San Paolo, Don Sergio Andreoli

Ormai la chiamiamo tutti – anch’io, che faccio parte dl gruppo di quattro presbiteri, che vi operano, uno dei quali è arrivato a cent’anni – “Il Cubo”.

Se volete capire bene cosa questo significa, venite a vedere.
Quando entrate, però, prima di tutto adorate il Santissimo Sacramento, inginocchiandovi dinanzi al bel Tabernacolo, proveniente da un’altra chiesa.
Se notate che la lampada è spente, andate ad adoralo, nella Cappella , che si raggiunge, attraversando il corridoio, a destra.

Dopo l’adorazione, volgete lo sguardo al bel Crocifisso, anch’esso dotazione di un’altra realtà ecclesiale, e, nell’angolo sinistro della Chiesa, la Vergine Maria Addolorata – con Gesù deposto dalla Croce, tra le braccia -.

Siete liberi, a questo punto – se non sono in atto delle Sacre Celebrazioni -, di girare qua e là, alzando spesso lo sguardo, per restare sorpresi.
Accanto al Fonte Battesimale c’è l’acquasantiera – si dice così! – e poco distante una lapide, che dice qualcosa sulla storia della Monumento, che interessa molto i turisti, che lo raggiungono da varie parti del mondo.
Fotografatela con il vostro cellulare; ne vale la pena.

Non trascurate , però, prima ancora, di ammirare l’Altare, l’Ambone e soprattutto la Via Crucis, un po’, anzi molto misteriosa.
Anche la Cappella va visitata; vi si conserva abitualmente l’Eucaristia, quindi…
C’è anche da poco la Via Lucis e qualcos’altro da guardare con attenzione.

La vostra impressione?
Manifestatemela, se mi incontrerete sul posto.
Nascerà un dialogo fruttuoso artisticamente e spiritualmente?
Lo desiderio.

Dimenticavo: una piccola Sacrestia è stata ricavata un anno fa tra la Chiesa e la Cappella; all’interno non c’è nulla di particolare da ammirare.
Non vi meravigliate, stando in preghiera nella Cappella, se avvertite dei rumori; essa è nata dall’adattamento ben riuscito – basta ammirare il Tabernacolo, l’Ambone e l’Altare, per convincersene – di ambienti confinanti con locali destinati ad Uffici e Sale di incontro, ecc.
Tutto è possibile, se si è armati di buona volontà.

Finito il giro, tornate a casa; prima, però, respirate ancora una volta lo spazio della Chiesa, e immaginate la gioia, che io provo, quando vi celebro l’Eucaristia.

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