Tutto esaurito per lo spettacolo della Compagnia Hispellvm
L’Anfiteatro Romano di Spello ha fatto da cornice, giovedì scorso, a una serata memorabile che ha visto la fusione di archeologia e teatro. In via del tutto straordinaria, l’antico sito è stato aperto al pubblico per ospitare la rappresentazione del “Miles Gloriosus” di Tito Maccio Plauto, curata dalla Compagnia Teatrale Hispellvm con la regia e l’adattamento di Paolo Gramaccioni. L’evento ha registrato il tutto esaurito, confermando l’interesse diffuso per un patrimonio che merita di tornare accessibile in modo stabile.
La rappresentazione, che si colloca idealmente nel solco della rievocazione storica Hispellvm, conclusa lo scorso 24 agosto, ha riportato in vita atmosfere di epoca romana, regalando al pubblico una vera immersione nel passato. Oltre duecento spettatori, provenienti non solo da Spello ma anche da diverse località umbre, hanno affollato le gradinate, attratti dal fascino dell’ambientazione e dalla comicità senza tempo della celebre commedia.
Il presidente dell’associazione Hispellvm, Sandro Vitali, in più momenti della serata ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto. Ha sottolineato come la partecipazione calorosa del pubblico rappresenti la conferma di una comunità viva, desiderosa di valorizzare il proprio patrimonio culturale. Le sue parole hanno evidenziato anche la necessità di richiamare l’attenzione di istituzioni pubbliche e private per avviare un percorso concreto di recupero e riapertura dell’Anfiteatro, oggi ancora chiuso alla fruizione ordinaria.
Il pubblico, come ricordato dallo stesso Vitali nel comunicato stampa, si è lasciato trascinare da una versione brillante e coinvolgente del testo plautino, portato in scena nella trasposizione romanesca di Pier Paolo Pasolini. Sul palco hanno brillato attori e attrici della compagnia, con Gramaccioni nel ruolo del vanitoso Pirgopolinice, accompagnato da Stefania Celesti, Leonardo Ferri, Simone Benedetti, Rosella Fagiolo, Antonio Pompilio, Myriam Radde, Amanda Petruccioli, Filippo Apostolico, Annarita Merendoni e Paola Marzi. L’interpretazione corale ha dato vita a uno spettacolo esilarante, capace di suscitare risate e applausi in un contesto unico.
Secondo quanto sottolineato nel comunicato, l’intento non era soltanto offrire intrattenimento, ma anche lanciare un segnale culturale forte: portare il teatro dentro un bene archeologico chiuso da anni significa accendere un riflettore sulla sua urgenza di restauro. La serata, infatti, ha messo in luce l’importanza di una sinergia tra istituzioni, cittadini e associazioni, necessaria per ridare vita a un sito che ha un valore storico e simbolico inestimabile.
Il successo dell’iniziativa è stato possibile grazie anche alla collaborazione con il Comune di Spello, proprietario dell’Anfiteatro, e con la Soprintendenza ai Beni Archeologici dell’Umbria, che hanno autorizzato l’apertura straordinaria. Un sostegno che Vitali ha voluto riconoscere pubblicamente, ringraziando per la fiducia accordata al progetto e ribadendo la volontà di continuare su questa strada.
La magia della serata è stata amplificata dall’atmosfera suggestiva: il cielo stellato sopra le antiche mura, la luce soffusa che valorizzava la pietra e il calore del pubblico hanno reso l’appuntamento un’esperienza unica. L’energia degli attori e la forza del testo di Plauto, ancora attuale per capacità di ironizzare su vizi e debolezze umane, hanno fatto il resto.
Per l’Associazione Hispellvm si tratta di un traguardo importante che, come sottolineato nel comunicato stampa, premia anni di dedizione e lavoro volontario. L’obiettivo dichiarato è quello di alimentare un movimento d’opinione che stimoli interventi concreti, così da restituire stabilmente l’Anfiteatro alla comunità e ai visitatori.
La serata di Spello ha dimostrato quanto il teatro possa diventare strumento di valorizzazione culturale e di sensibilizzazione verso i beni storici. E il successo del “Miles Gloriosus” lascia intravedere la possibilità che il connubio tra arte e archeologia possa davvero segnare una svolta per il futuro dell’Anfiteatro Romano.

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