A colpi di pedale, la straordinaria storia di Gino Bartali a Spello

A colpi di pedale, la straordinaria storia di Gino Bartali a Spello SPELLO – Sabato 12 maggio, presso Casa Girolamo di Spello, l’Azione Cattolica Italiana, in occasione del passaggio del Giro d’Italia 2018 per Spello e tutta la Valle Umbra Sud, ha organizzato la presentazione di un libro “particolare” ed una mostra per ricordare Gino Bartali.

Paolo Reineri, l’autore del libro, insieme a Gioia Bartali, nipote del Ginaccio nazionale, hanno raccontato attraverso aneddoti, storie appassionanti, vignette ed immagini storiche non solo Bartali campione di ciclismo (dal 1935 al 1960) ma anche l’uomo o meglio l’UOMO GIUSTO come è stato ricordato recentemente in Israele alla partenza del Giro d’Italia 2018.

Paolo Reineri ci ha portati con il suo storytteling:

Colpi di Pedale sulle Cime più famose dei Giri d’Italia e dei Tour de France, in un’era eroica del ciclismo fatta di strade bianche e bici molto pesanti (25-26 kg di quel periodo contro gli attuali 5-6 kg), dove affrontare le discese erano gesti di puro coraggio oltre alle abilità tecniche.

Colpi di Pedale come amore per le persone, cresciuto nell’azione cattolica, senza pensare al rischio di mettere in pericolo la propria vita e quella dei propri familiari, per salvare oltre 600 ebrei dalla persecuzione nazi-fascista, nascondendo documenti falsi sotto il sellino della sua bicicletta percorrendo tutti i giorni Firenze-Assisi, circa 150km andare ed altrettanti al ritorno, simulando a tutti allenamenti per mantenersi informa nonostante le gare erano sospese per la Guerra Mondiale.

Colpi di Pedale in Francia nel’ 48, il suo impegno a portare al Tour il vessillo di una Italia libera, Italia che viveva l’attentato a Togliatti ed il pericolo di una Rivoluzione civile, dove la vittoria dello stesso Ginaccio riunì un popolo dietro una impresa sportiva.

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Colpi di Pedale,la sua grande fede in Dio, il desiderio di fare sempre il bene in maniera discreta, nel quotidiano senza far rumore al di là del personaggio pubblico burbero e toscanaccio.

Gioia Bartoli, sua nipote, poi ha raccontato momenti e situazione private del nonno, l’amore per la sua amata Adriana Bani, le lettere segrete ai più del periodo di fidanzamento e poi da sposati quando lontano da casa per le corse sottolineava il suo amore, ringraziando il Signore per il dono ricevuto di incontrarla.

Il ricordo continuo del giovane fratello Giulio, morto in una corsa dilettantistica e fonte di ispirazione continua: non mancava domenica, tornato a casa, di una visita al cimitero a trovarlo insieme alla figlia e molte volte insieme anche a Gioia stessa.

E poi la sua fede, la preghiera continua e quando la sua fama gli impediva di poter assistere in maniera piena alla funzione domenicale visto l’affetto della gente, la richiesta al Vescovo di poter realizzare una cappellina in casa, dove poter pregare serenamente, in particolar la Madonna e la devozione di Santa Teresina.

Grande l’emozione con cui Gioia stessa annunciava come lei e sua sorella doneranno ufficialmente mercoledì mattina, 16 maggio, a Cappellina del nonno Gino alla città di Assisi ed in particolar al museo della Memoria, che sarà inaugurato in occasione della partenza della tappa del Giro d’Italia dalla città di Francesco.

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