Doppia vita, don Sergio Andreoli


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Può succedere che venga detta una gravissima cosa su una persona.
Che faccio?
Ci credo?
Verifico l’affermazione?
La smentisco?
Nessuno di queste cose è sufficiente.
Devo rimproverare chi ha trasmesso la brutta notizia ed esortare a convincere la persona dalla doppia vita a convertirsi.
Basta tutto questo?
No!
Per questo, scrivo qui che l’apparenza deve corrispondere alla verità.
Ciò che uno o una è, deve essere chiaro a tutti, evidente, lampante, accecante.
Non ci deve essere una doppia vita, mai, in nessun luogo, in nessuna realtà.
Non lo sopporta la dignità cristiana, e ancor prima la dignità umana.
Non lo vuole il Signore.
Non si accorda con la lealtà.
Si tratta di uno scandalo, cioè di una pietra di incampo per tutti, anzitutto per la persona che vive la doppia vita, e poi per i suoi familiari, parenti, amici e chiunque la conosce.
Lungi da tutti l’idea che la cosa resterà segreta, ignota, sotterrata, sepolta.
Prima o poi – anzi, prima che poi! – verrà a galla ed espoderà, facendo un gran botto.
I danni di varia natura saranno enormi, incalcolabili.
Perché esporsi a questa tragica evenienza?
Si deve essere veri per altissime ragioni, ma anche solo per la paura di essere scoperti!
donsergiose@gmail.com

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