Fiducia, Don Sergio Andreoli

Che pena provi, quando t’accorgi che chi hai di fronte – o anche chi ti sta lontano – non ha fiducia in te e non crede a quello che tu affermi con tanta chiarezza e sincerità!
Un dolore, che talvolta è causa di qualche lacrima.
Nei rapporti con gli altri, questo non dovrebbe avvenire, soprattutto se il contesto, in cui operi, è quello di una comunità cristiana.
Chi non sa , infatti, che l’essenza – direi il profumo – della dottrina cristiana è la carità, o meglio l’amore?
Quello che tu hai per Dio, si manifesta inevitabilmente in quello, che nutri per il prossimo.
Volessi anche nasconderlo, non ci riusciresti.
Esso spontaneamente, se è autentico, si traduce in comportamenti del tutto particolari: parole di comprensione – direi dolci parole -, gesti di attenzione per le sorelle e ai fratelli in difficoltà, prese di posizione chiare e audaci, quando è necessario, per far capire la tua appartenenza religiosa, e tante altre cose.
Sicché, chi anche occasionalmente ti incontra, avverte subito da che parte stai e che non hai altro interesse, che quello di stare in pace con Dio e con il prossimo, e prima ancora con la tua coscienza.
Fosse un po’ più diffuso questo comportamento, tanti mali della società attuale, non dico che sparirebbero d’incanto, ma sicuramente perderebbero un po’ della loro amarezza, farebbero mimor scandalo e alimenterebbero meno quel pessimismo, che anche statisticamente risulta tanto diffuso tra la gente comune.
Qualcuno dica pure che questa è una predica!
Non dica però che non ne ha bisogno.
donsergiose@gmail.com

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