Ad Oleide 2014, il piccolo ha un futuro se fa parte di una rete

Come possono le piccole organizzazioni, le piccole banche, i piccoli comuni, le piccole imprese sopravvivere in un mondo di giganti? Si può gettare un ponte tra locale e globale? Come si può affrontare e superare la crisi? Sono questi i principali quesiti su cui si è riflettuto nel corso del talk show di apertura di Oleide 2014,  l’evento ideato e promosso da BCC Spello e Bettona in collaborazione con Iccrea holding e Federlus (Spello, 14-16 novembre), che, partendo da un prodotto che caratterizza il nostro paese, l’olio, ha affrontato il tema fondamentale della capacità effettiva di sopravvivenza dei piccoli in uno scenario globale come il nostro.

Per Roberto Mazzotti (direttore generale di Iccrea Holding) il piccolo ha un futuro se fa parte di una rete e l’esempio della Germania lo dimostra:  “In  Italia  ci sono 381 BCC che, si dice, non fanno crescere il Paese, ma  in Germania, dove le imprese sono più grandi e organizzate, ci sono ben 1100 banche di credito cooperativo con una media di 12 sportelli”. I piccoli, quindi, hanno la possibilità di sopravvivere e crescere ma devono imparare a lavorare insieme. Ma anche nella vicina Francia il sistema del credito cooperativo ha più del 30%  del mercato. Insomma, piccolo è bello se è organizzato e se funziona.

Come sottolineato da Alcide Casini (presidente della BCC Spello e Bettona), in Italia il credito cooperativo è già un esempio di rete, una rete che però deve essere resa più efficiente, senza sovrastrutture, e deve rispettare l’autonomia e l’identità delle piccole banche.

Alla domanda su quali siano le strade per superare la crisi, Giovanni Lo Storto (direttore generale Luiss Roma) non ha dubbi: “La crisi non si supera se pensiamo di restaurare la situazione che c’era prima e il modello del passato. Quello che ci può essere domani è quello che possiamo ricostruire”. Esiste dunque una ricetta o una proposta concreta?  “Sfruttiamo il territorio per renderci riconoscibili” ha detto Anna Rita Fioroniportando l’esempio dell’Università dei Sapori di Perugia da lei presieduta, mentre il sindaco di Spello Moreno Landrini ha ribadito la necessità di mettere a rete le risorse e andare al di là di ogni campanile.

[divider]

[divider]

Non c’è  quindi una strada unica per tutti, ma l’unica strada da percorrere è quella dell’efficienza, della valorizzazione della qualità, delle identità e delle differenze.  In altri termini, lavorando insieme, anche i piccoli possono fare e fare bene.

“In questo senso – commenta i il direttore generale di BCC Spello e Bettona Maurizio Del Savio – il modello di rete delle BCC può essere un esempio anche per altri settori dell’economia e per altre piccole imprese, che, solo attraverso la filiera, possono avere un mercato e una rete distributiva che li faccia resistere alla concorrenza delle multinazionali”.

Evidenziando che quello che è mancato al paese Italia in questi ultimi anni è stata la capacità del locale di confrontarsi con il globalePaolo Grignaschi (direttore generale Federlus) ha sottolineato: “Non dobbiamo cercare vie di fuga dall’Europa – ha aggiunto Grignaschi – perché è l’Europa che ci apre le porte al mondo globale e per fare questo l’unica soluzione possibile è quella di fare rete,  per mantenerci nella dimensione della competitività, non soltanto sul piano del prezzo ma anche in termini di qualità, differenza, innovazione e di know how del territorio”.

L’Europa, d’altronde pone dei vincoli ma anche delle opportunità. E di questo si è parlato dettagliatamente nel convegno di sabato 15 novembre“Tutti in campo per accogliere la sfida dello sviluppo agroalimentare”, analizzando  i vantaggi per l’agroalimentare e in particolare per l’olivicoltura offerti dalla nuova normativa europea, dalla PAC e ai PSR 2014-2020.

Al convegno hanno partecipato Paolo Grignaschi, direttore generale Federlus, Andrea Benassi, referente per il Servizio Rapporti Internazionali e responsabile Programmi Comunitari di Iccrea Holding, Fernanda Cecchini, assessore alle politiche agricole della Regione Umbria, Corrado Moalli, ufficio agricoltura BIT S.p.A. e Luigi Duranti di Iccrea BancaImpresa.

[divider] [divider]

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*