Revocata autorizzazione avicola, Spello vince la battaglia

Revocata autorizzazione avicola, Spello vince la battaglia

Il TAR chiude il caso, cittadini ottengono giustizia a Spello

La Regione Umbria ha disposto la revoca in autotutela della voltura autorizzativa concessa nel 2023 per un’attività di allevamento avicolo situato a Spello, ponendo fine a una lunga controversia amministrativa e giudiziaria che ha coinvolto enti pubblici, cittadini e comitati locali.

La decisione è maturata dopo un’accurata revisione degli atti, avviata in seguito al ricorso presentato al TAR dell’Umbria dal Comitato Campodonico e Ca’ Rapillo Insieme per la Salute. Il Tribunale ha dichiarato la cessazione della materia del contendere e ha condannato la Regione al rimborso delle spese legali, riconoscendo implicitamente le ragioni del comitato e le incongruenze procedurali più volte denunciate.

La voltura originaria, risalente al 2014, era stata concessa nonostante la società titolare dell’autorizzazione fosse già cancellata dal registro imprese, rendendo nullo il trasferimento. A questa si era aggiunta una seconda voltura nel 2023, anch’essa priva dei presupposti giuridici, poiché la società subentrante aveva acquisito il compendio fondiario da un soggetto non legato né alla prima né alla seconda titolare dell’autorizzazione. Inoltre, al momento della richiesta, l’attività risultava già cessata, come confermato da visure camerali e da un sopralluogo tecnico effettuato nel giugno 2025, che ha rilevato lo stato di abbandono dell’impianto.

La Regione ha quindi revocato l’atto del 23 maggio 2023, dichiarandone la inefficacia immediata e vietando qualsiasi prosecuzione dell’attività avicola nello stabilimento. Il provvedimento è stato notificato agli enti competenti, tra cui il Comune di Spello e l’ARPA Umbria.

La vicenda ha avuto un forte impatto sul territorio, dove il comitato locale ha condotto una battaglia civile e ambientale durata anni, sostenuta da cittadini, tecnici e professionisti. La sentenza del TAR è stata accolta come una vittoria collettiva, frutto di determinazione, competenza e spirito di comunità. I promotori hanno sottolineato come, in assenza di supporto da parte dell’amministrazione comunale, siano stati i cittadini a farsi carico della difesa del territorio e della salute pubblica.

Il comitato ha chiesto ora che venga fatta piena luce sui potenziali danni causati da oltre trent’anni di attività avicola esercitata con le stesse licenze e nello stesso contesto territoriale. Si invoca chiarezza su eventuali ripercussioni ambientali, sanitarie e sulla qualità della vita dei residenti, con l’obiettivo di evitare che il territorio venga trattato come una zona di sacrificio.

La determinazione dirigenziale n. 6839 del 1° luglio 2025 rappresenta dunque un punto fermo: l’autorizzazione è stata revocata, l’attività è cessata, e la comunità ha ottenuto un riconoscimento formale delle proprie ragioni. Ma il percorso non si ferma qui. Il comitato ha annunciato che continuerà a vigilare, a pretendere risposte e a difendere ciò che è di tutti: la salute e la dignità del territorio di Spello.

La battaglia era stata portata avanti in Consiglio Comunale dai consiglieri Sensi e Lillocci.

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