Arte, don Sergio Andreoli

Uno spoletino mi diceva – questa mattina eravamo nella sala di attesa di Radiologia, a Foligno -, che noi dovremmo puntare in futuro sempre più sull’arte e sull’agricoltura.
Lo penso anch’io.
Questo, per migliorare la nostra vita.
Per promuovere il turismo.
Per una economia, che non vada di tanto in tanto, come sta avvenendo da un po’, in crisi.
Per assicurare ai giovani un lavoro.
Saremo capaci a realizzare l’impresa a Spello, Spoleto e Foligno?
O ci lasceremo attirare da altre prospettive, che tante delusioni in passato ci hanno dato?
Al lavoro, dunque, amici.
Con gli strumenti moderni, chiaramente.
Guidati da esperti in arte e agricoltura.
Con quali prospettive?
Una folla continua di turisti.
I ristoranti, a quel punto, si moltiplicheranno.
Le mostre si “sprecheranno” e saranno visitate soprattutto da cinesi e nordamericani.
La nostra lingua piano piano sarà conosciuta e apprezzata e non farà più brutta figura di fronte all’inglese.
Un sogno?

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