Festa della Repubblica, l’intervento del Sindaco Landrini

La Festa della Repubblica italiana è legata a una data molto importante: il 2 giugno 1946. Giorno in cui gli italiani vennero chiamati a votare per la forma di governo che volevano per il paese dopo la caduta del fascismo. E fu così che dopo ottantacinque anni di regno, l’Italia divenne una Repubblica e i re Savoia costretti all’esilio.

Fu il primo passo verso la creazione di uno stato libero e moderno. A completare questo processo, la Carta Costituzionale scritta dai Padri della Patria che sancì i principi di Democrazia, Libertà, Unità, Solidarietà sociale e Uguaglianza che da oltre sessant’anni costituiscono la linfa vitale della nostra Comunità nazionale.

“Dobbiamo mantenere vivo il grande entusiasmo e le grandi speranze che il popolo italiano pose nel metodo democratico quando dalle urne del 2 Giugno ’46 scaturì una grande spinta propulsiva alla crescita della Nazione – ha detto il sindaco di Spello, Moreno Landrini -. Il 2 Giugno è la celebrazione del valore della democrazia, che non è solo un metodo, ma anche un fine da perseguire ed ampliare.

È ovvio, che è espressione di uomini e riflette in sé tutte le componenti di essi, pertanto non potrà mai essere immutata e cristallizzata nel tempo, ma bisognosa di continui aggiornamenti e ragionamenti che rispondano alle esigenze dei popoli. Ma un punto dobbiamo tenere fermo – prosegue il primo cittadino -, che oggi gli italiani si stringano alle istituzioni della Repubblica, ai valori di una Costituzione equilibrata, splendido frutto di quella stagione di rinascita che prese le mosse dalla guerra di Liberazione. Sentiamo ancora forte la necessità di sincera passione civile.

Di un impegno etico che animi ciascuno di noi, giovani e meno giovani, nel proprio operare quotidiano. Ed è partendo da queste considerazioni – conclude Landrini – che si inserisce il processo di riforme avviate dal Governo centrale, che deve tenere conto della dialettica, anch’essa espressione della democrazia, ma nel contempo urgente di venire a compimento nell’interesse generale del Paese”.

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