Studi sul tessuto che la memoria locale lega a san Francesco
📌 FLASH NEWS – A Vallegloria è stato rinvenuto un antico tessuto che una tradizione locale lega a san Francesco e alla beata Balbina. Il manufatto sarà sottoposto a indagini. Presentazione venerdì 4 settembre al monastero di Spello alle 17.
Un antico tessuto custodito nel monastero di Vallegloria, a Spello, è stato recentemente rinvenuto all’interno del complesso religioso e ha riacceso l’attenzione su una tradizione locale tramandata per secoli. Secondo questa memoria, il manufatto sarebbe collegato a san Francesco d’Assisi e alla beata Balbina, alla quale il Poverello avrebbe lasciato il tessuto in occasione di una visita all’antico cenobio sul monte Subasio.
L’attribuzione, tuttavia, dovrà essere verificata. La stessa ricostruzione sottolinea infatti che la tradizione non trova conferma nelle più antiche fonti francescane. Per questo motivo il manufatto sarà sottoposto a indagini scientifiche, storico-artistiche e diagnostiche finalizzate a determinarne l’effettiva antichità, le caratteristiche e il contesto di provenienza.
Il ritrovamento sarà presentato ufficialmente venerdì 4 settembre alle 17, nella chiesa del monastero di Vallegloria, al termine della celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Felice Accrocca, vescovo delle Diocesi di Foligno e di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino.
Il ritrovamento nel monastero di Vallegloria
La scoperta ha suscitato particolare emozione nella comunità monastica e nelle istituzioni religiose e civili del territorio. La notizia coinvolge infatti la comunità del monastero di Vallegloria, la Diocesi di Foligno, le Parrocchie e il Comune di Spello.
L’interesse deriva non soltanto dall’antichità apparente del manufatto, che dovrà essere stabilita attraverso specifiche analisi, ma soprattutto dalla memoria che accompagna il tessuto e che è stata conservata nel corso dei secoli.
Secondo la tradizione tramandata dalla comunità monastica e dal territorio spellano, san Francesco d’Assisi avrebbe donato il tessuto alla beata Balbina durante una visita al monastero situato sul monte Subasio.
Una memoria rimasta viva nel tempo e ora tornata al centro dell’attenzione in seguito al rinvenimento del manufatto.
La tradizione e la necessità delle verifiche
Il legame con san Francesco viene presentato con particolare cautela. Le più antiche fonti francescane non forniscono infatti una conferma della tradizione relativa all’incontro e al dono.
Questo elemento rende ancora più importante il percorso di ricerca che sarà avviato sul tessuto. Gli approfondimenti dovranno consentire di distinguere ciò che appartiene alla memoria religiosa e locale da quanto potrà essere documentato attraverso elementi scientifici e storico-artistici.
La continuità con cui la tradizione è stata tramandata rappresenta comunque un elemento di interesse per la ricostruzione della storia del monastero e del rapporto sviluppatosi nei secoli tra la comunità locale e la figura del santo di Assisi.
Il reperto viene dunque considerato significativo già nella fase precedente alle verifiche, soprattutto sotto il profilo storico, spirituale e identitario.
Indagini per stabilire datazione e provenienza
Il passaggio decisivo riguarderà ora gli esami sul manufatto. Sono previste indagini scientifiche, storico-artistiche e diagnostiche, attraverso le quali si cercherà di ottenere informazioni più precise sulla sua origine.
Gli approfondimenti dovranno innanzitutto determinare la datazione del tessuto. Saranno inoltre studiate le sue caratteristiche e il contesto al quale potrebbe essere appartenuto.
Solo dopo questo percorso sarà possibile comprendere quale valore storico possa essere attribuito al reperto e se la sua antichità sia compatibile con la memoria conservata all’interno del monastero.
Fino alla conclusione degli studi, quindi, il collegamento con san Francesco resta affidato alla tradizione locale e non viene presentato come un dato storicamente accertato.
La memoria della beata Balbina
Il ritrovamento offre anche l’occasione per approfondire la conoscenza della beata Balbina, figura alla quale la tradizione associa direttamente il dono attribuito a san Francesco.
La memoria tramandata racconta infatti di un incontro tra il santo e il monastero di Vallegloria e individua proprio nella beata Balbina la destinataria del tessuto.
Il reperto diventa così un elemento attraverso il quale potranno essere approfonditi non soltanto gli aspetti materiali e artistici, ma anche la storia religiosa legata al monastero e al territorio del monte Subasio.
Gli studi potranno contribuire a ricostruire con maggiore precisione il contesto nel quale il manufatto è stato realizzato e successivamente conservato, fornendo nuovi elementi sulla storia del complesso monastico.
Le monache puntano al restauro del tessuto
Parallelamente agli approfondimenti scientifici, la comunità monastica ha manifestato la volontà di procedere con un accurato intervento di restauro e conservazione.
L’obiettivo è tutelare l’integrità materiale del manufatto e preservarne la testimonianza storica, indipendentemente dagli esiti che emergeranno dalle analisi relative alla datazione.
Il percorso di conservazione assume particolare importanza proprio per la delicatezza di un tessuto antico e per la necessità di garantirne la tutela durante le successive fasi di studio.
Qualora le verifiche scientifiche dovessero confermare un’antichità e una rilevanza significative, il manufatto potrebbe acquisire un interesse particolare anche nell’ambito del patrimonio culturale e religioso nazionale.
La presentazione venerdì 4 settembre
La comunità potrà conoscere il ritrovamento durante l’appuntamento organizzato per venerdì 4 settembre nella chiesa del monastero di Vallegloria.
Alle 17 monsignor Felice Accrocca presiederà la celebrazione eucaristica. Il vescovo guida le Diocesi di Foligno e di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino.
Al termine della liturgia è prevista la presentazione ufficiale del rinvenimento, alla presenza delle autorità religiose e civili.
L’incontro consentirà di illustrare il significato storico e spirituale attribuito al manufatto e, contemporaneamente, di spiegare il percorso che sarà seguito per arrivare a una conoscenza scientificamente fondata del reperto.
Studio, conservazione e valorizzazione
La presentazione non rappresenterà quindi il punto conclusivo della vicenda, ma l’inizio di una fase di approfondimento. Il programma prevede infatti un percorso articolato tra studio, restauro, conservazione e successiva valorizzazione.
Le analisi dovranno chiarire anzitutto quando il tessuto sia stato realizzato e quali elementi possano permettere di ricostruirne la provenienza. Gli studi storico-artistici potranno successivamente mettere questi risultati in relazione con la storia del monastero.
La prudenza resta centrale: la tradizione che associa il manufatto a san Francesco è consolidata nella memoria locale, ma non è attestata dalle fonti francescane più antiche.
Proprio per questo le indagini rappresentano un passaggio indispensabile per attribuire al reperto una collocazione cronologica e storica basata su dati verificabili.
Un nuovo elemento per la storia di Vallegloria
Il rinvenimento apre dunque una nuova prospettiva di ricerca sul patrimonio custodito nel monastero di Vallegloria e sulla sua storia. Anche prima di conoscere i risultati delle analisi, il tessuto costituisce una testimonianza della memoria conservata per generazioni dalla comunità monastica e dal territorio di Spello.
Il possibile collegamento con san Francesco dovrà essere sottoposto al vaglio degli studiosi, mentre resta documentata l’esistenza di una tradizione che nei secoli ha associato il manufatto all’incontro tra il Poverello di Assisi e la beata Balbina.
Venerdì 4 settembre il ritrovamento entrerà ufficialmente nella sua nuova fase pubblica. Dopo la celebrazione presieduta da monsignor Felice Accrocca saranno presentati il reperto e il programma delle attività destinate a chiarirne datazione, caratteristiche, provenienza e contesto storico, con l’obiettivo di tutelare e approfondire una testimonianza custodita nel monastero di Vallegloria.

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