Festival Cinema Spello presentato “L’Ultimo bunker”

 
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Festival Cinema Spello presentato "L'Ultimo bunker"

Festival Cinema Spello presentato “L’Ultimo bunker”
Purtroppo, all’ultimo minuto, il magistrato Maresca è stato costretto al forfait

Un grande successo di pubblico ha registrato sabato la presentazione del libro “L’ultimo Bunker”, scritto a quattro mani dal magistrato Catello Maresca e dal giornalista Francesco Neri presso la Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni della Regione Umbria a Perugia. Un’altra iniziativa di rilievo da parte dell’organizzazione del Festival del Cinema di Spello che spazia su vari fronti.

“Questo è l’ultimo evento prefestival del 2015 e anche questo legato al sociale. Il tema della mafia trattato parlando non solo di chi si occupa di sgominare le organizzazioni criminali come magistrati e forze dell’ordine, ma anche come prevenzione. Abbiamo infatti attivato anche una collaborazione con le scuole. Il Festival vero e proprio, che celebra il dietro le quinte del cinema esaltando le professioni, ci sarà dal 27 febbraio al 6 marzo 2016, ma avrà sempre attenzione al sociale con un evento di raccolta fondi per una associazione che si occupa di progetti e ricerca sulle malattie rare”.

Purtroppo, all’ultimo minuto, il magistrato Maresca è stato costretto al forfait, ma ai numerosi intervenuti ha ‘tenuto testa’ alla grande Francesco Neri.

“Ringrazio la Regione Umbria e la Presidente del Festival, Donatella Cocchini, per avermi invitato a parlare del libro ‘L’ultimo bunker’ edito dalla Garzanti 3 anni fa. Il libro tratta la vicenda della cattura del boss mafioso Michele Zagaria. Questa giornata voglio dedicarla soprattutto a mio padre, Giuseppe Neri, da cui credo di aver imparato i fondamentali, quelli del giornalista, categoria che sta affrontando un momento molto difficile. Ho imparato la critica proprio da mio padre, maestro e punto di riferimento per molti giovani che stavano iniziando il mestiere del giornalista e per molti suoi colleghi lavoratori.”

Nel corso dell’interessantissima mattinata è stato proiettato anche il documentario ‘Vita sotto scorta’ girato da Duccio Giordano il quale racconta, attraverso le immagini, come vivono alcuni magistrati e pubblici ministeri che si occupano della lotta alla criminalità organizzata.

“Il lavoro dei magistrati che si occupano di criminalità organizzata in zone difficili – raccontava ancora Neri – è sostenuto da molti collaboratori che agiscono dietro le quinte, come i ragazzi delle scorte che lavorano tutti i giorni e non avranno mai un titolo in prima pagina o un articolo che racconti la loro vita, oppure gli assistenti di cancelleria, che negli anni passati hanno lavorato anche fuori orario di ufficio anche senza aver pagato gli straordinari. Perchè questo libro? Io e Catello ci siamo conosciuti da bambini in un campo di calcetto al mare e poi ci siamo incontrati di nuovo da adulti. La voglia di scrivere qualcosa su questa vicenda mi è venuta con l’arresto di Zagaria, dopo due giorni dall’accadimento del fatto non era stata più approfondita la vicenda. Io avevo iniziato a studiare l’inchiesta dei Casalesi per il Manifesto, seguendo Raffaele Cantone, PM all’Antimafia di Caserta che seguiva il clan dei Casalesi e contatto Catello Maresca al quale chiedo di scrivere un libro a quattro mani sull’evento. In questo libro c’è il racconto di molti particolari, tipo la creazione dei bunker, perché per crearlo devi avere l’omertà dei vicini e l’aiuto di ingegneri corrotti. Questi bunker poi all’interno erano come alberghi a cinque stelle, una stanza 4×4 che si spostava con un telecomando con un binario per nasconderla. Anche l’abbigliamento caratterizza il clan dei Casalesi.”

All’incontro è presente anche Alberto Sironi, regista de “Il commissario Montalbano”.

“La difficoltà più grossa – dice sollecitato sull’argomento dalla conduttrice Simona Fiordi – che c’è è trovare storie narrative perché siamo bombardati di notizie. La mafia di Montalbano è una mafia antica, perché ora quella moderna è intricatissima, anche a livello intellettuale. Chi vuole parlare di queste storie deve trovare una chiave di racconto. Queste storie se non vengono raccontate non esistono. Quindi ringraziamo chi fa questi sforzi. L’unica cosa che interessa ai camorristi è comandare.

“Il Festival del Cinema Città di Spello è giovane come età, ma di grande crescita e di costante partecipazione – ha detto poi nel proprio intervento Donatella Porzi, presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria -.  Nella lunga indagine rappresentata nel libro si sono correlate e alternate esperienze relative a scienza investigazione nuove tecnologie ma anche ad una forte intuizione umana. C’è anche una concatenazione con la Regione Umbria, in quanto Catello Maresca ha ricevuto l’incarico da Raffaele Cantone, il quale a sua volta ha creato con me un progetto sulla legalità dal titolo Lo Stato siamo noi’, dove si vuole sollecitare la nostra intenzione a spenderci per creare una realtà migliore.”

Festival Cinema Spello

“Ringraziamo Catello Maresca anche se non c’è – sottolinea il sindaco di Spello Moreno Landrini -, perchè sicuramente sta lavorando per noi. Grazie a chi giorno dopo giorno si impegna costantemente su tematiche di questo tipo. Ringraziamo lo staff del Festival della città di Spello e dei Borghi Umbri, che ha un titolo molto importante perché molti borghi umbri si sono legati a questo festival creando una interessantissima rete.”

“Stiamo iniziando con il Festival del cinema di Spello una collaborazione – interviene poi Patrizia Romani, direttore di Rai 3 Umbria – e siamo sicuri sarà fruttuosa. Partiamo da questo pre-evento per conoscerci meglio. Ho partecipato alla docufiction ‘Scacco al re’ sull’arresto di Provenzano, che mi ha molto affascinato.”

All’iniziativa, fra gli amici del Festival, era presente anche Raffaella Fioretta.

L'ULTIMO BUNKER
Il 7 dicembre 2011 i telegiornali aprono con una notizia clamorosa: dopo sedici anni di latitanza è stato arrestato Michele Zagaria, il boss più pericoloso del clan dei Casalesi. È stato catturato nella sua terra, Casapesenna, a pochi chilometri da Casal di Principe. Per stanarlo, nel sofisticato bunker che lo ospitava, sono state necessarie ruspe, martelli pneumatici e una gigantesca trivella. Quella mattina di dicembre segna la fine di una caccia lunga tre anni. A guidare l’indagine è stato un giovane e coraggioso magistrato napoletano, Catello Maresca, che ha lavorato ossessivamente per raggiungere questo obiettivo. Con la sua squadra ha raccolto migliaia di informazioni e segnalazioni, ha seguito le tracce più labili, si è calato nella mentalità dei boss latitanti e dei loro complici. È stata una partita sottile, complessa, estenuante: i capi della criminalità organizzata sono astuti e feroci, hanno moltissimo denaro, decine di complici e un efficace sistema di controspionaggio, godono di un immeritato “rispetto” fondato sulla paura che incutono, si avvalgono delle tecnologie più moderne. “L’ultimo bunker” ci fa scoprire come ragionano i boss, come si difendono e dove si nascondono: i loro rifugi sotterranei hanno raggiunto infatti una sofisticazione e un confort sorprendenti, veri status symbol del latitante di lusso. Ci fa partecipare alla vita quotidiana di magistrati, poliziotti e carabinieri. Ci guida passo passo in un’indagine meticolosa ed emozionante.

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