Ex-Ferro di Cannara acquisita dal gruppo Tacconi

Marini: “Opportunità di crescita e sviluppo. Esempio per il territorio regionale”

Ex-Ferro di Cannara acquisita dal gruppo Tacconi

Ex-Ferro di Cannara acquisita dal gruppo Tacconi. “L’acquisizione del sito industriale ex-Ferro di Cannara da parte della società Silam del gruppo Tacconi è un fatto di grande importanza perché offre una positiva opportunità di sviluppo industriale e di crescita dell’occupazione nel territorio ed al tempo stesso risolve l’annosa questione di una area non più utilizzata, realizzando tra l’altro una importante operazione di bonifica ambientale”. E’ quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, nel corso della conferenza stampa che si è svolta a Cannara cui la presidente Marini ha partecipato insieme a Fabrizio Gareggia, sindaco di Cannara, all’industriale Luca Tacconi che ha acquisito il sito ed al direttore di Sviluppumbria Mauro Agostini (l’area in oggetto infatti è di proprietà di Sviluppumbria).

La presidente Marini ha sottolineato proprio la positività del lavoro svolto da Sviluppumbria che con un bando pubblico ha finalmente “messo a valore un bene pubblico al servizio dello sviluppo e della crescita. Fa molto piacere – ha sottolineato la presidente – che un gruppo umbro, legato dunque al territorio e che costituisce una delle realtà industriali più significative di tutta la regione, abbia deciso di investire qui e vorrei rivolgere i migliori auguri di successo per questa nuova iniziativa industriale”.

Anche per il direttore di Sviluppumbia, Agostini, questa operazione ha un duplice significato: “innanzitutto rispondiamo alla nostra missione di promuovere e sostenere lo sviluppo economico territoriale. Ma, con questa iniziativa, operiamo anche una consistente e significativa riduzione dei costi. Questo sito infatti era stato acquistato dieci anni fa e mai utilizzato. Ciò determinava per Sviluppmbria solo costi, ora invece ci garantirà ricavi”.

Le caratteristiche dell’operazione industriale sono state invece illustrate dallo stesso Luca Tacconi che ha annunciato la realizzazione di uno stabilimento utilizzando i vecchi immobili per produzioni meccaniche, mentre nell’area dei vecchi uffici il gruppo realizzerà la “Tacconi engineering”, il centro di studi e progettazione dell’azienda. I lavori di bonifica – ha affermato Tacconi – sono già stati avviati. Nel programma industriale si prevede l’avvio dell’attività produttiva con sessanta addetti entro il 2016, mentre l’obiettivo è quello di raggiungere i 180 occupati nel 2019”.

Dopo anni di incertezza e legittima preoccupazione delle istituzioni locali e dei cittadini di Cannara sulla sorte dell’Ex Ferro finalmente questo importante compendio industriale ritornerà a vivere, producendo i suoi effetti positivi sul fronte economico ed occupazionale”. Così la presidente dell’Assemblea legislativa del’Umbria, Donatella Porzi secondo la quale “grazie all’accordo siglato da Sviluppumbria e Silam srl, società del Gruppo Tacconi, una nuova realtà industriale arricchirà il nostro territorio, sanando una annosa e preoccupante situazione di cui, nei miei impegni passati di amministratore del Comune di Cannara e della Provincia di Perugia, ho avuto più volte occasione di occuparmi”. “In questi 13 anni dalla chiusura della Ferro Italia – aggiunge Porzi -, con la conseguente perdita del posto di lavoro per oltre 100 persone, abbiamo assistito ad una altalena di speranze e cocenti delusioni.

Ora si apre un promettente futuro per questa struttura industriale di qualità che è parte importante del tessuto socio-economico del territorio di Cannara. Tutto questo grazie all’impegno delle istituzioni regionale e locale, alla capacità dell’agenzia Sviluppumbria di tradurre in atti concreti le volontà istituzionali, e al coraggio imprenditoriale di una società che fa dell’innovazione tecnologica il proprio tratto distintivo. In questi tempi estremamente difficili nel quadro economico ed occupazionale regionale – conclude -, la nascita di una realtà industriale rappresenta un atto di straordinaria fiducia nel futuro e di volontà di reagire alla crisi, con azioni frutto di una concertazione tra pubblica amministrazione e privati, caratterizzata dalla condivisa determinazione a perseguire concretamente il ‘bene comune’”.


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